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Sindrome di Poland

Intervento in sintesi

ANESTESIA:

locale + sedazione / generale

DURATA INTERVENTO:

2 – 4 ore

DEGENZA:

1 – 2 giorno

RITORNO AL SOCIALE:

2 – 3 settimane

TUTTO CIÒ CHE OCCORRE SAPERE SULL'INTERVENTO SULLA SINDROME DI POLAND

La sindrome di Poland (Poland syndrome), che prende il nome dal chirurgo inglese Alfred Poland, è tra le malformazioni rare del seno, una delle più gravi.

È una sindrome congenita, caratterizzata da un’ aplasia o ipoplasia della ghiandola mammaria, ricoperta da pelle molto sottile, con un complesso areola-capezzolo piccolo, a volte rudimentale, spesso associata ad una assenza o deficit del muscolo grande pettorale, a malformazioni costali e toraciche, e talvolta, a malformazioni dell’arto superiore omolaterale. Sicuramente le risposte alla risoluzione di questo problema sono diverse e variano in base ala gravità del caso.
Tale malformazione mammaria, infatti, può essere corretta mediante il posizionamento di impianti protesici (mastoplastica additiva) o mediante lipofilling (innesto di tessuto adiposo autologo, lipostruttura) o in casi molto severi da lembi muscolocutanei. In media, ne soffre una persona su 20 mila, possono esserne affetti sia uomini che donne ed è una malformazione che è presente dalla nascita ma si manifesta durante l’età puberale, attraverso il mancato sviluppo della mammella. Non è ancora chiaro quali siano le cause di questa sindrome rara, tuttavia si suppone che si tratti di una formazione anomala  della vascolarizzazione embrionale con interruzione dell’arteria succlavia,  che porterebbe ad un insufficiente sviluppo della parte interessata. In base alla gravità del quadro, si può passare dal semplice iposviluppo della ghiandola mammaria (ipoplasia mammaria), alla presenza di grave agenesia, cioè l’assenza dei muscoli pettorali.

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